Colposcopia

Le indicazioni all'esame colposcopico sono numerose(appendice2). La metodica e' utile complemento di ogni visita ginecologica e costituisce un esame necessario per i trattamenti volti alla normalizzazione del collo dell'utero. La colposcopia e' una metodica di elevata sensibilita' per la identificazione delle infezioni da HPV. Essa e' altresi necessaria nel trattamento conservativo della patologia cervicale, nel controllo della CIN in gravidanza e non, ed in associazione al P-T nella valutazione delle pazienti a rischio, dei risultati delle terapie, delle complicanze. Nell'ambito degli Screening Organizzati la Colposcopia si colloca tra gli esami di II livelllo.

II rapporto Walkon Canada (La citologia evidenzia la neoplasia cervicale preclinica e clinica. La colposcopia valuta la cervice uterina con citologia anormale e permette la localizzazione della zona della portio dove eseguire la biopsia per l'esame istologico. La colposcopia non deve essere considerata un esame di screening , ma un importante ausilio per la localizzazione e la delimitazione dei precursori e del cancro gia' invasivo e microinvasivo della cervice nelle donne con anomalie citologiche.

Koss:( L'esame colposcopico di tutte le lesioni,sia di alto che di basso grado e' la via da seguire). In presenza quindi di uno striscio anormale prima di adottare una terapia, e' necessaria la localizzazione della lesione, la valutazione dell'estensione la diagnosi istologica su biopsie mirate eseguite sotto colposcopia. Una biopsia esguita senza Colposcopia comporta un rischio del 20% di falsa negativita'. La Colposcopia consente di localizzare la lesione sulla portio o vagina o di escluderne la presenza indirizzando gli accertamenti verso altre sedi (endocervice, endometrio); permette altresi' di differenziare, anche tramite di una o piu' biopsia mirata, una lesione invasiva ancora circoscritta da una lesione anormale; permette altresi' il riconoscimento di una lesione benigna o infiammatoria. Essa conferisce una altissima accuratezza diagnostica alla biopsia avvicinandosi in associazione con la colpocitologia al 100%.

La Colposcopia presenta tuttavia delle limitazioni diagnostiche. La principale e' costituita dalla impossibilita' di valutare il carattere del rivestimento endocervicale, sia quando la lesione esocervicale risale nel canale cervicale, sia quando la lesione e' a sede esclusivamente endocervicale. Nelle donne in premenopausa il problema non e' molto frequente data la visibilta' della giunzione s-c nell' 85-90% dei casi. Dopo la menopausa la giunzione risale per cui il valore della colposcopia diminuisce. In tali casi ed in tutte le pazienti con P-T anormale in cui non e' visibile la giunzione, si rende necessaria l'integrazione diagnostica con un accurato studio del canale cervicale. La Colposcopia evidenzia alterazioni della superficie, dello spessore e composizione dell'epitelio, della vascolarizzazione del connettivo che si traducono in immagini acetoreattive, iodonegative, isolate o associate, come: epitelio bianco sottile, mosaico regolare e puntato regolare, epitelio bianco ispessito, puntato irregolare, sbocchi ispessiti e vasi atipici. Concorrono altresi' alla valutazione del quadro colposcopico anormale i caratteri dei bordi periferici delle lesioni, netti o sfumati, e l'assenza o la presenza in tali quadri di sbocchi ghiandolari, particolare rilievo assumendo gli sbocchi ispessiti. Puntato irregolare, vasi atipici e sbocchi ispessiti sono evocatori di neoplasie epiteliali severe. In occasione dell'esame colposcopico e' opportuna l'osservazione della vagina e della vulva.

Localizzazione ed estensione della CIN La CIN puo' avere localizzazione esocervicale, eso-endocervicale, endocervicale. La estensione lineare nel canale cervicale della CIN e' variabile. La CIN puo' essere monocentrica o pluricentrica.

Classificazione colposcopica La classificazione colposcopica internazionale, approvata a Roma nel 1990al 7° Congresso Mondiale di Colposcopia della IFCPC addiviene alla definizione della 'Trasformazione Anormale'. Sulla base dei caratteri delle diverse immagini suddivide le stesse in grado 1 e grado2, evocanti substrati istologici a diversa gravita'. La suddivisione delle Trasformazioni Anormali in 2 gradi (TA1 e TA2) consente di stabilire iter e provvedimenti differenti per la corretta gestione delle pazienti.