APPENDICE 5

Procedure igienico sanitarie necessarie in un centro di colposcopia.

La riduzione dell'incidenza e della frequenza di complicanze, fra cui le infezioni, appare come un obbiettivo di rilevante interesse anche nei centri di colposcopia. Va promossa la qualita' delle prestazioni anche in relazione a virus emergenti ed alla loro modalita' di trasmissione. Le diverse indagini come le terapie ele loro procedure di attuazione possono essere classificate in categorie di rischio, stante il loro grado di invasivita' e crueza in rapporto al superamento delle normali barriere di difesa. Le strumentazioni sanitarie possono essere suddivise in tre categorie, altrimenti dette articoli, anche in relazione alle modalita' di utilizzo e pertanto al potenziale rischio di infezione. 1 Articoli critici(ad alto rischio di infezione): strumenti che vengono a contatto diretto o indiretto, con tessuti normalmente sterili, con sangue o con mucose sede di lesioni. Esempi di cio' sono lo strumentario chirurgico in genere, aghi siringhe pinze da biopsia pinze da collo, uncini etc..

  1. Articoli semicritici( a rischio intermedio di infezione): strumenti che in linea di principio, vengono a contatto con mucose integre, come gli endoscopi e lo speculum.
  2. Articoli non critici (a basso rischio di infezione): oggetti peri quali puo' ipotizzarsi solo un contatto con la cute integra che presenta buone proprieta' di barriera, fra cui maschere facciali, termometri, biancheria in genere, superfici di contatto con la cute delle pazienti. Il livello di criticita' dello strumentario attiene sia la tipologia dello stesso che il suo utilizzo: ad esempio lo speculum e' considerato uno strumento a rischio intermedio se utilizzato per la visita ginecologica; diventa pero' un articolo critico se utilizzato durante una biopsia o applicazione di IUD. Gli articoli critici non termolabili vanno di norma sterilizzati in autoclave a vapore sotto pressione a 121 gradi per 15 minuti. Potendosi ricorrere alla sterilizzazione a secco a180 gradi per 2 ore, nel rispetto delle normative vigenti; gli articoli termolabili di tale gruppo vanno sterilizzati con prodotti chimici tipo soluzione di glutaraldeide al 2 % per contatto da 3 a 10 ore. Gli articoli semicritici possono essere utilizzati previa disinfezione ad alto livello con glutaraldeide a contatto per 20-30 minuti; puo' altresi' utilizzarsi sodio ipoclorito 1000-5000 p.p.m. per contatto per almeno 20 minuti; etanolo 70 % per 30 minuti; soluzioni fenoliche clear solubili per 10-30 minuti. Va ricordato come i prodotti chimici trovino un limite nel non dare garanzie nella prevenzione di infezioni iatrogene contaminanti. Gli articoli non critici sono meritevoli di disinfezione a basso livello quale si ottiene con alcool etilico o soluzioni fenoliche detergenti per 10 minuti, soluzioni iodofore detergenti. Alcuni prodotti chimici come il cloro trovano una limitazione di impiego per l'attivita' corrosiva sul nichel, cromo e sull'acciaio degli strumenti, mentre per la disinfezione degli strumenti ottici risulta utilizzabile solo la glutaraldeide. Alcuni aspetti vanno ricordati nell'attivita' pratica di un centro di colposcopia considerando che in relazione al rispettivo strumentario vengono eseguite procedure ad alto e medio rischio di infezione le stesse debbono essere precedute da un lavaggio antisettico delle mani con disinfettanti del tipo soluzioni alcooliche, clorexidina,,iodiopovidone preferibilmente utilizzando rubinetti con comando a pedale servendosi di asciugamani monouso e calzando guanti in lattice o simili per ogni atto medico o paramedico. Importante e' la corretta eliminazione dei rifiuti, essendo la materia disciplinata dal decreto legge n.22 del5/2/97 di cui si attendono le circolari esplicative ed integrative. Va ricordata la eliminazione dei taglienti(aghi e bisturi) in appositi contenitori rigidi e l'idoneo smaltimento dei rifiuti potenzialmente infetti perche' contenenti sangue o liquidi organici, nonche' delle soluzioni disinfettanti. Si ribadisce infine l'osservanza delle linee guida per le infezioni da HIV, emanate dal Ministero della Sanita' come anche il rispetto del DM 28-9-90: Norme di protezione dal contagio professinale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private.