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Cos'è la miastenia?
La miastenia gravis è una malattia che colpisce i muscoli facendo perdere loro, progressivamente, tono e forza. Scientificamente si tratta di una malattia neuromuscolare di tipo autoimmunitario, in cui si determina un difetto della trasmissione degli impulsi nervosi: la causa dell'esauribilità muscolare che la caratterizza.

Quanti sono gli italiani che soffrono di miastenia?
Dati non aggiornati parlano di 15 mila miastenici. Tuttavia i medici che operano in prima linea contro la miastenia parlano di almeno 20 mila persone. In Europa sono malati di miastenia circa 6 abitanti su 100 mila, nel mondo ci sono 90 casi su un milione di persone.

Miastenia, la malattia delle donne. Perché?
La miastenia è una malattia autoimmune e come tutte le malattie di questo tipo colpisce più le donne degli uomini. Soprattutto le giovani donne, quelle con un'età compresa fra i 15 e i 30 anni; invece gli uomini sono più a rischio dopo i 50.

Miastenia, malattia autoimmune: che cosa significa?
Le malattie autoimmuni, fra cui la miastenia, sono quelle malattie in cui l'organismo produce anticorpi “nemici” delle proprie stesse strutture e che non riconosce come più appartenenti a se stesso.

Quali sono i sintomi più frequenti della miastenia?
I sintomi tipici della malattia sono essenzialmente la debolezza e l'esauribilità muscolare, ovvero una riduzione della forza e del tono muscolare. Tale riduzione della forza fisica e del tono muscolare aumenta con il protarsi dell'attività e diminuisce con il riposo.

Quante forme di miastenia esistono?
Tre sono i tipi di miastenia: c'è la miastenia autoimmune acquisita, la miastenia neonatale e la miastenia congenita. Le ultime due forme di miastenia sono molto rare.

Come si fa a diagnosticare la miastenia?
La diagnosi della miastenia è essenzialmente clinica, preceduta da un'attenta anamnesi che spesso è già decisiva affinché il medico maturi un orientamento diagnostico. L'esame clinico neurologico prenderà perciò in considerazione la resistenza di ogni ‘distretto muscolare': l'attenzione del medico è rivolta soprattutto al distretto oculare, a quello facciale, ai muscoli masticatori, alla lingua, ai muscoli laringei e faringei, ai muscoli respiratori estensori del collo, ai muscoli degli arti e a quelli respiratori.

Perché la diagnosi della miastenia è “il calvario” del paziente e del medico?
Perché la malattia può manifestarsi in modo intermittente. Infatti è grande è la variabilità dei quadri clinici da paziente a paziente (ciò significa che il medico può faticare molto prima di diagnosticare esattamente la miastenia) ed è facile confondere la miastenia con altri disturbi di tipo organico o psichiatrico. Inoltre il miastenico soffre perché chi lo circonda non si rende conto della sua debolezza muscolare che compromette il suo lavoro e la sua vita sociale; spesso in molti – medici compresi – lo scambiano per un isterico o un depresso.

Come si cura la miastenia?
La terapia contro la miastenia si propone oggi due obbiettivi: il primo, puramente sintomatico, punta a migliorare la trasmissione neuromuscolare; il secondo mira a modificare lo squilibrio immunitario responsabile dell'aggressione autoimmune alla giunzione neuromuscolare.
I farmaci sintomatici utilizzati per migliorare la forza muscolare sono rappresentati agli anticolinesterasici che, di fatto, sono il primo approccio terapeutico e costituiscono un aiuto prezioso per chi è malato di miastenia. Per la terapia sintomatica della miastenia viene utilizzato quasi esclusivamente il bromuro di piridostigmina (Mestinon 60 mg e Mestinon retard 180 mg compresse). I farmaci che agiscono sul meccanismo autoimmune della malattia sono invece rappresentati dal cortisone e dagli immunosopressori.
C'è poi la terapia chirurgica della miastenia che è rappresentata dall'asportazione della ghiandola del timo, che la scienza medica ritiene essere il quartier generale degli anticorpi “killer” responsabili della malattia.
Ad oggi, tuttavia, non esistono cure mediche capaci di evitare o di stroncare in modo certo la miastenia: però le giuste terapie possono controllare i sintomi, fino alla loro scomparsa.

La miastenia è una malattia contagiosa?
Assolutamente no, poiché non è una malattia legata ad un processo infettivo.

Quanto può vivere un malato di miastenia?
Una persona affetta da miastenia, ben curata e quindi che ha scongiurato il pericolo di soffocamento causato dal non funzionamento dei muscoli della respirazione, ha una vita lunga quanto quella di una persona che gode di ottima salute. Le giuste cure e/o il cortisone e/o gli immunosopressori, e/o con l'asportazione della ghiandola del timo, possono consentire ai miastenici una vita del tutto normale.

Vivere bene con la miastenia: quali sono i comportamenti utili?
Il trattamento anti-miastenia necessita della stretta collaborazione tra l'ammalato, il medico specialista e il medico di famiglia. Importante è, ovviamente, la vicinanza e la comprensione della malattia da parte dei familiari del malato di miastenia. Il malato miastenico deve – comunque - conoscere a fondo la propria malattia, imparare a regolare lo sforzo muscolare secondo le necessità ed evitare l'uso dei farmaci e delle sostanza controindicate quali, ad esempio, le bibite analcoliche amaricanti, alcuni antibiotici, i sedativi e i farmaci miorilassanti. Via libera, invece, all'aspirina, agli antibiotici come le cefalosporine, alla tachipirina e agli anestetici locali per piccoli interventi chirurgici o odontoiatrici.

 

 

 

 

FARMACI DA EVITARE O DA USARE CON CAUTELA

 

 

 FARMACI POTENZIALMENTE PERICOLOSI